La Provincia di Brescia è un ambiente davvero vario che spazia da cime superiori ai 3.000 metri d’altezza a vette calcaree di carattere dolomitico, da montagne più dolci, tipiche delle prealpi, a zone carsiche e piacevoli colline, senza dimenticare la pianura e i laghi, come il Garda, l’Iseo e l’Idro, il tutto arricchito da importanti testimonianze storiche ed etnografiche.
E in un territorio tanto ricco di interessi non possono certo mancare idee e occasioni per passeggiate di breve durata e con difficoltà contenuta, che possano risultare interessanti non solo per gli adulti ma anche per i più piccoli, che per muoversi hanno spesso bisogno di motivazioni che ne stimolino la curiosità.
Ovviamente frequentare i monti con i bambini richiede qualche precauzione.
Innanzitutto ricordiamoci di tener sempre sotto controllo i bambini: un sentiero, o anche una strada, seppur di per sé non difficili, possono comunque nascondere pericoli a poca distanza dagli stessi, come versanti montani scoscesi o il possibile incontro con animali o rettili.
In secondo luogo, ricordiamoci di avvicinare gradualmente i bambini alle passeggiate, commisurando ogni escursione alle loro capacità.
Di seguito trovate alcune idee – non certo esaustive vista la varietà e la vastità del nostro territorio – per camminate percorribili a piedi anche da bambini generalmente di almeno 5-6 anni.
1) Partiamo allora dalla Valle Camonica con una breve passeggiata alla scoperta delle testimonianze del primo conflitto mondiale che porterà alle trincee del Davenino. una serie di opere fortificate e camminamenti coperti che rappresentavano la terza delle linee arretrate del fronte – il c.d. “Sbarramento del Mortirolo” – tese a bloccare letteralmente la valle, nel suo punto più stretto, in caso di avanzamento delle truppe austro-ungariche.
Si parte dalla località Ponte Salto del Lupo (936 m) che si incontra, salendo da Edolo verso Ponte di Legno poco oltre l’abitato di Incudine. Apposite indicazioni guideranno poi fino al Davenino (1.050 m) dove si possono osservare, con attenzione, alcune postazioni e trincee.
Tempo totale in cammino: poco meno di un’ora fra andata e ritorno. Il tracciato si sviluppa su stradine asfaltate e sterrate, percorribili anche con passeggino (esclusa l’eventuale visita ai manufatti). Il percorso va preferibilmente effettuato dalla primavera all’autunno.
2) Più a valle, all’altezza di Bienno, si potrà conoscere Rocco, il gufo del Cerreto con una lunga camminata immersa in un bosco dove l’arte incontra la natura e la magia…
Qui si scoprirà Quercus, il grande spirito del bosco, Silix, la dispettosa talpa-cinghiale, si scorgeranno i folletti protettori Primula, Cyclamen, Helleborus, Rubus, Glandulae e i troll sotterranei. E infine Rocco, il gufo della roccia, il cui sguardo domina dall’alto l’intera vallata.
Si parte dalla cinquecentesca chiesa di San Pietro in Vincoli, posta sulla strada di collegamento fra Bienno e Breno. Seguendo poi i segnavia verdi, ci si inoltra nel bosco ammirando una serie di installazioni artistiche realizzate da esponenti del “Borgo degli artisti” di Bienno, fra i numerosi percorsi, tutti ben segnalati. Attraversata l’ombrosa pineta detta “La plagna de Caalar” si raggiunge poi il non lontano Gufo del Cerreto, ad una quota di 840 m.
Tempo totale in cammino: circa 1 ora e mezza la salita, poco meno di un’ora la discesa. Il tracciato si sviluppa su stradine sterrate e sentieri, talvolta ripidi. Il percorso va preferibilmente effettuato dalla primavera all’autunno.
3) Vi piacciono i libri? Un’inedita biblioteca immersa nei boschi di conifere di Borno vi attende! A far da contorno uno splendido panorama e tavolini per il picnic, il tutto nella Riserva naturale «Boschi del Giovetto di Paline», posta sulla dorsale che separa la Valle di Scalve dalla Valle Camonica. Una riserva che ospita fra l’altro decine di formicai di “Formica rufa”, prezioso imenottero in grado di proteggere gli alberi di questi boschi dall’azione di alcuni parassiti e insetti, tra i quali la temibile processionaria. Si parte dal parcheggio della riserva, nei pressi del valico della Croce di Salven. Da qui, percorrendo a piedi la strada forestale del Giovetto, l’antica strada che per secoli ha collegato Valle Camonica e Valle di Scalve, si arriva a un bivio segnalato che indica appunto la direzione per la piccola biblioteca nel bosco.
Servono circa 35 minuti per la salita, qualcosa meno per il ritorno. Circa 180 m il dislivello totale, lungo un cammino da percorrere, anche in questo caso, dalla primavera all’autunno non troppo inoltrato.
4) Fra le varie emozioni che si possono provare sui nostri monti c’è anche quella di navigare su rudimentali zattere, ammirando al contempo il panorama sulla bassa Valle Camonica e l’alto Sebino.
É possibile farlo al Rifugio Dosso Rotondo, una recente struttura abbastanza facilmente raggiungibile dal Plan di Montecampione.
Unica nota: tenete presente che si camminerà perlopiù sulla dorsale erbosa, priva di alberi. L’itinerario si svolge quindi tutto tutto al sole…
Lasciate le automobili nei pressi della grande statua dedicata a Marco Pantani, si procede a mezzacosta arrivando rapidamente al valico detto “Goletto di Baccinale” posto a cavallo fra la Valle Trompia e la Valle Camonica, ai piedi del più imponente monte Muffetto.
Qui, come ben indicato da una palina segnaletica della sentieristica locale, si deve ora procedere verso sud, direzione che si manterrà fino alla meta camminando nei pressi della dorsale.
Servono circa 1 ora per la sola andata ed altrettanto per il ritorno, lungo un cammino che non supera i 200 m di dislivello complessivi.
5) Ai bambini, si sa, piacciono i dinosauri. E allora che ne dite di una breve passeggiata nel triassico? Si andrà alla scoperta delle impronte degli “arcosauri”, circa 70 orme fossili visibili su una parete rocciosa, scoperte nel corso del 2002.
Punto di partenza è Zone – conviene parcheggiare nei pressi del cimitero – da cui ci si incammina lungo la Via Valeriana, l’antica strada che un tempo, fino al 1850, era l’unica via di collegamento fra la Valle Camonica e il Sebino.
Abbastanza rapidamente si giunge in vista della chiesa della Madonna del Disgiolo, posta a 844 m di quota, appena prima della quale si scorge sulla destra la grande placca rocciosa in cui sono state scoperte le impronte fossili. Una riproduzione, in vetroresina, di uno di questi Brachychirotherium (il nome scientifico degli Arcosauri) è stata collocata nei pressi delle orme fossili e permette di rivivere simbolicamente il Triassico…
Breve la camminata (circa 30-35 minuti per la sola salita, poco meno il rientro, per 150 metri di dislivello) da effettuarsi dalla primavera all’autunno.
6) Alla portata di passeggino la camminata in direzione dell’orto botanico delle conifere coltivate di Ome, una sorta di giro del mondo… fra gli abeti!
Realizzato nel 1996 dal locale Gruppo Micologico e ora gestito dai volontari della Protezione Civile di Ome, nel Parco sono accolte oltre settanta piante provenienti da ogni continente, piante che vanno dall’Abete rosso al Cedro del Libano, dal Cipresso del Kashmir al Pino dell’Himalaya, ai più recenti esemplari provenienti dal Nord America, questi ultimi all’interno del “Giardino delle Indie Occidentali”.
Si parte da Villa, una piccola frazione di Ome. Seguendo poi le immancabili indicazioni ci si inoltra nella valle del Fus, e camminando piacevolmente lungo una strada cementata, si oltrepassa ben presto l’antico borgo di Ertina, giungendo infine all’ingresso dell’Orto botanico e alla vicina area picnic del Parco Paradiso.
Servono circa 25 minuti per la salita, 15 minuti il ritorno, con dislivello irrisorio, in una passeggiata percorribile tutto l’anno, evitando i momenti di gelo invernale e le ore più calde in estate.
7) Che ne dite di conquistare il punto più alto della Valtrompia? Con una camminata un po’ più lunga e un po’ più impervia rispetto alle altre qui proposte (ma comunque fattibile con un la dovuta attenzione) si potrà salire in vetta al monte Colombine, nella zona del Maniva, che con i suoi 2.215 m domina dall’alto la valle del Mella.
Si parte dall’inizio della sterrata del Pian delle Baste, all’altezza di un tornante della strada delle Tre Valli (la SP 345) che dal Maniva procede in direzione del Passo Crocedomini.
Qui ci si incammina oltrepassando subito i ruderi della vecchia caserma, risalente al primo conflitto mondiale, proseguendo poi in leggero saliscendi lungo il fianco Sud del monte Dasdana, passando anche accanto ad alcuni grossi tralicci. Dopo circa 20-25 minuti di tranquillo cammino, arrivati nei pressi di una decisa curva che piega a destra, si notano le indicazioni per il monte Colombine. Si prosegue quindi sulla mulattiera, in salita, in direzione del visibile grande traliccio. Giunti a quest’ultimo e volgendo poi ad ovest in breve si giunge alla soprastante vetta del monte Colombine, caratterizzata da un pianoro – fate attenzione comunque al dirupo del versante settentrionale – e da una grande croce.
Circa 250 m di dislivello, circa 1 ora/1 ora e mezza per salire in vetta, qualcosa meno per tornare, in un percorso da effettuare preferibilmente in estate.
8) Vi piacerebbe transitare da un caratteristico canyon, attraversare una grotta e scoprire una valle nascosta? Se la risposta è affermativa lo potrete fare seguendo l’itinerario, reso praticabile grazie al lavoro degli alpini di Casto, che prevede la risalita di un tratto spettacolare del corso del torrente Pizzotto. Il percorso consente infatti di infilarsi in una strettissima forra, camminando su alcune passerelle in cemento raggiungendo poi, quando come d’incanto la valle si riapre ad ampi panorami, il rifugio degli alpini del paese valsabbino. Nei pressi della partenza, oltre all’accogliente Rifugio, è da consigliare anche la visita al vicino Parco delle Fucine, un vero e proprio museo all’aperto in cui è possibile ammirare le rovine di calchere e di antiche fucine operative dal 1400 fino al secolo scorso.
Si parte da Casto, paese valsabbino da cui si seguono poi le indicazioni per la frazione di Alone. Raggiunto il posteggio ai piedi della singolare parete di roccia detta “Corna Zana”, sopra alla quale si nota la curiosa grotta, ci si incammina a sinistra superando subito l’accogliente Bar-Ristoro. Più avanti si attraversa letteralmente la cascata “Pisot” – si passa proprio al di sotto di essa… – transitando subito dopo all’interno della grotta detta “Galaria de Ragasina”, percorsa dalla stessa acqua del torrente. Dopo un altro tratto si esce dal canyon raggiungendo infine il vicino Rifugio degli alpini.
Sono serviti circa 25/30 minuti per la salita, (ne serviranno altrettanti per il ritorno).
Attenzione al percorso, talvolta viscido, da percorrere nella bella stagione.
9) Concludiamo la nostra carrellata di idee per passeggiate con bambini con un itinerario nella zona del lago di Garda, in un museo a cielo aperto, la Valle delle cartiere.
All’origine dell’insediamento delle cartiere, che unitamente alla produzione di olive e limoni per secoli diedero prosperità alla località gardesana, ci fu l’energia garantita dalle acque del torrente Toscolano.
Il primo libro stampato nelle tipografie locali risale al 1478, ma la produzione di carta è accertata già nel secolo precedente. Nel corso del Seicento, poi, si contavano addirittura più di 100 fabbriche attive, anche se perlopiù di piccole dimensioni. La carta qui prodotta, di buona fattura e qualità, veniva poi spedita non solo a Venezia, ma anche in Europa e in oriente. Per secoli la vallata era raggiungibile solo con carretti trainati da muli o da buoi, percorrendo impervi sentieri diretti a Pulciano o Gaino. L’attuale strada, su cui si sviluppa il nostro percorso, risale invece al 1872. Dal ‘900 tuttavia alcune attività confluirono nella “Cartiera di Toscolano”, aperta in paese, mentre i piccoli stabilimenti presenti nella valle chiusero tuttavia progressivamente i battenti nel secondo dopoguerra, tra il 1959 e il 1962.
Dal 2000 al 2007 una serie di interventi hanno creato un percorso museale a cielo aperto che permette di scoprire questo sito di archeologia industriale di notevole interesse.
Come si raggiunge? Basta recarsi a Toscolano Maderno e, all’altezza del Municipio, seguire le indicazioni per la Valle delle cartiere. Raggiunto il parcheggio si prosegue a piedi lungo la sterrata di fondovalle fino al suo termine (in totale circa 3,2 km per 1 ora e 30 minuti/2 ore complessivi). Camminata effettuabile tutto l’anno evitando i momenti più freddi in inverno e le ore più calde in estate.
Questo articolo è apparso sulla Rivista Adamello n.136 di dicembre 2024, edita dal CAI di Brescia.
Per molte altre escursioni con i bambini vi suggerisco la lettura del mio libro «A piccoli passi: 30 brevi escursioni nel territorio bresciano adatte a tutti (anche ai bambini!)»
