La Provincia di Brescia è un ambiente davvero vario che spazia da cime superiori ai 3.000 metri d’altezza a vette calcaree di carattere dolomitico, da montagne più dolci, tipiche delle prealpi, a zone carsiche e piacevoli colline, senza dimenticare la pianura e i laghi, come il Garda, l’Iseo e l’Idro, il tutto arricchito da importanti testimonianze storiche ed etnografiche.
E in un territorio tanto ricco di interessi non possono certo mancare idee e occasioni per passeggiate di breve durata e con difficoltà contenuta, che possano risultare interessanti non solo per gli adulti ma anche per i più piccoli, che per muoversi hanno spesso bisogno di motivazioni che ne stimolino la curiosità.
Sul monte Bestone: un balcone panoramico sull’alto Garda
Il Monte Bestone, benché di modesta elevazione, è un’isolata cima panoramica ricca di testimonianze della prima guerra mondiale, nell’immediato entroterra alle spalle di Limone del Garda.
Raggiungerne la cima non è difficile e ci porta a percorrere parte della “Bassa via del Garda”, un gradevole percorso di trekking che corre lungo la sponda occidentale del lago da Salò a Limone.
Dal Muffetto ai Corni del Diavolo: una cavalcata sullo spartiacque tra Valtrompia e Valle Camonica *
Conosciuta soprattutto per gli sport invernali, la località di Montecampione offre la possibilità di piacevoli passeggiate anche per il periodo estivo.
Ne è un esempio la lunga cavalcata in cresta, assai panoramica, che unisce il monte Muffetto al monte Crestoso, probabilmente il tratto più suggestivo del 3V, il noto sentiero delle tre valli bresciane che in 7 giorni, effettua il periplo delle creste che contornano la Valtrompia, con partenza e arrivo da Brescia.
Incisioni e pitture rupestri – agli albori dell’arte bresciana
Quando è nata l’arte? Una domanda che probabilmente in molti si saranno posti.
Le prime rappresentazioni artistiche oggi conosciute risalgono al paleolitico superiore, il periodo che si intende compreso fa 50.000 e 12.000 anni fa.
Fra queste vi troviamo espressioni quali la scultura, perlopiù di piccole dimensioni, la pittura e le incisioni rupestri, le espressioni artistiche eseguite su pareti rocciose.
La diga del Gleno, a cent’anni dal crollo
In occasione del centenario dell’evento risulta doveroso ricordare il tragico crollo della diga del Gleno, un bacino ubicato in alta valle di Scalve, che nel 1923 seminò distruzione e morte e che rappresenta ancora oggi la principale calamità dei nostri monti in tempo di pace*.
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